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L'APPELLO DELL'ING. DANIELE BONACIN

 

DIARIO DELLA MISSIONE

EMERGENZA HAITI: 4000 AMPUTATI

Dal TG5 del 3 febbraio e da TGCOM http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo473036.shtml

 

Haiti,primo ministro: 200mila morti

"I feriti sono 300mila, 4mila amputati"

Più di 200mila haitiani sono morti nel terremoto che ha devastato Port-au-Prince il 12 gennaio scorso. Lo ha annunciato il primo ministro dell'isola caraibica, Jean-Max Bellerive, che ha corretto verso l'alto il precedente bilancio di 170mila morti. Il capo del governo ha inoltre riferito di 300mila feriti, portati "sia in ospedali, sia in centri sanitari o ambulatori". "Circa 4mila persone hanno subito amputazioni di arti", ha aggiunto Bellerive.


(Afp)


Alcuni haitiani hanno perso un arto direttamente nel crollo di un edificio; altri hanno dovuto subire un'amputazione a causa della necrosi di un arto schiacciato per molti giorni da una trave o un blocco di cemento armato,  dopo essere stati sepolti sotto le macerie.

"A livello di numeri - ha detto il primo ministro - è un disastro mondiale. Sono le cifre più gravi degli ultimi 20-30 anni. Per questo è un disastro che non può essere gestito solamente da Haiti".

Ciò che ha riferito il TG5 è confermato dalla OMS. Sono circa 4 mila gli interventi chirurgici di amputazione eseguiti ad Haiti dopo il terremoto. Il dato è fornito dall'Organizzazione mondiale della Sanità:  Paul Garwood, portavoce dell'Oms, ha chiesto una sempre maggiore presenza sul posto di chirurghi ortopedici e specialisti in medicina interna. Questo per poter provvedere agli interventi post - chirurgici

 

IL PROGETTO PER HAITI

Secondo la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948:
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti”. Il riconoscimento di questo principio “costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

In questo contesto  FONDAZIONE RAVA,  ROADRUNNERFOOT  E DISABILI NO LIMITS  unendo le loro competenze e specificità, si fanno portatrici dei bisogni degli invalidi perseguendo la mission di tutela del diritto della salute dell’individuo e di una vita autonoma, rimettendo in piedi chi ha perso una gamba in seguito al terremoto del 13 gennaio 2010.

 

FONDAZIONE RAVA
 
La Fondazione Francesca Rava aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia  e nel mondo, tramite adozioni a distanza, progetti, attività di sensibilizzazione sui diritti dei bambini, volontariato, e rappresenta in Italia l’organizzazione umanitaria internazionale N.P.H. – Nuestros Pequeños Hermanos (I nostri piccoli fratelli), fondata nel 1954 da Padre W. B. Wasson, che da oltre 50 anni salva i bambini orfani e abbandonati nelle sue case e ospedali in America Latina.  La Fondazione Francesca Rava — N.P.H. Italia ha scelto di essere una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale), giuridicamente riconosciuta.
L’ospedale presso il quale fanno campo anche gli uomini della protezione civile è la più grande struttura medica pediatrica dei Caraibi, l’ospedale N.P.H Saint Damien, realizzato grazie al determinante contributo della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus e al lavoro di consulenti italiani volontari.  L’Ospedale, concepito con criteri antisismici dal nostro volontario Ing. Alessandro Cecchinato, sia pur danneggiato, è stato sempre pienamente operativo, sia nel pronto soccorso, che nelle sale operatorie che nella radiologia (circa 100 radiologie al giorno), accogliendo nei momenti più critici oltre 700 persone. L’ospedale N.P.H. è una struttura d’eccellenza. Inaugurata nel dicembre 2006 e realizzata a tempo di record – in soli tre anni – a Tabarre – Chateaublond nella periferia della capitale di Haiti Port au Prince, a circa 15 minuti dall’aeroporto. E’ infatti dotato di: day-hospital, pronto soccorso, due sale operatorie e un ambulatorio chirurgico, cancer centre, terapia intensiva per il recupero dei bambini malnutriti, degenza, dove sono curate malnutrizione, polmoniti, malattie gastrointestinali, infezioni, con 130 posti letto, day surgery, clinica dentale, public health building per i programmi di vaccinazione alla popolazione, il follow up dei pazienti con HIV, attività di education e per diffondere l’uso di acqua potabile,un laboratorio di analisi cliniche, radiologia con digital x-ray e telemedicina, diagnostica con ecografia ed elettroencefalografo. La direzione sanitaria è affidata a Padre Richard Frechette, sacerdote e medico chirurgo in prima linea, direttore N.P.H. Haiti e al dott. Roberto Dall’Amico, Primario pediatra dell’Ospedale di Pordenone, impegnato a salvare vite nella sala operatoria dell’ospedale haitiano insieme ad altri 6 medici italiani, come lui volontari della Fondazione. Prima del terremoto il suo staff contava su 260 persone, medici, infermieri, farmacisti, tecnici di laboratorio e radiologia, cuochi, tutti haitiani, tra i quali ex – pequenos provenienti dall’orfanotrofio N.P.H., ora molti dei quali ora non in servizio perché alla ricerca dei propri parenti.  Assiste 25.000 bambini l’anno, ma è progettato per curarne a regime 40.000. Nel 2006, volontari italiani hanno montato le attrezzature tecniche giunte con 11 container dall’Italia, che ne ha interamente finanziato l’acquisto grazie al contributo di numerose aziende e tanti privati. La Fondazione ha avviato collaborazioni in Italia con numerose strutture ospedaliere per la formazione del personale dell’ospedale, perchè possa raggiungere una preparazione da primo mondo, e la cura dei casi più gravi, con invio dall’ospedale N.P.H. di piccoli pazienti che necessitano di interventi chirurgici o trattamenti particolarmente delicati: la Clinica Mangiagalli e il Buzzi di Milano e il Del Ponte di Varese, la clinica Villa del Sole di Salerno, l’Ospedale G.B. Rossi di Verona, gli Ospedali di Padova e Pordenone.
 
“Lancio un appello alle istituzioni milanesi e lombarde per organizzare un programma triangolato di assistenza  al Saint Damien e in Italia per i casi più gravi, per ricostruzioni e protesi” ha dichiarato Mariavittoria Rava, Presidente della Fondazione, “la riabilitazione proseguirà nella Casa dei piccoli angeli, centro per 400 bambini inaugurato accanto all’ospedale nel 2008, il primo del paese, che ha resistito al terremoto ed è in questo momento struttura d’appoggio per il Saint Damien”

 

ROADRUNNERFOOT
La Roadrunnerfoot Engineering s.r.l. nasce il 13 marzo 2007, su iniziativa di Daniele Bonacini, amputato, ingegnere meccanico e atleta paralimpico di Atene 2004.
La mission dell’azienda è rendere la tecnologia accessibile all’utenza: la Roadrunnerfoot si propone di ottenere un rapporto qualità/prezzo dei prodotti superiore ai concorrenti presenti sul mercato; infatti la nostra azienda si propone come obiettivo primario quello di fornire prodotti di elevato standard qualitativo, altamente prestazionali, fabbricati con materiali innovativi e costantemente controllati da noi stessi durante il ciclo produttivo e certificati secondo la normativa CE 93/42 relativa ai dispositivi medici e la ISO 10328. I prodotti e la loro fabbricazione sono assolutamente MADE in ITALY, facendo della Roadrunnerfoot Engineering s.r.l. la prima azienda italiana che progetta, produce e vende ausili per disabili tra cui soprattutto componenti per protesi ortopediche.
 
Roadrunnerfoot e  il suo fondatore Bonacini non potevano essere insensibili al grido di aiuto lanciato da Maria Vittoria Rava e dalla sua Fondazione, perciò hanno messo a disposizione della Fondazione RAVA, tutte le protesi necessarie al costo di produzione. Le prime 30 protesi partiranno giovedì 18 febbraio.  Altre  100 protesi entro la fine di febbraio.


 
DISABILI NO LIMITS
 
L“Associazione senza fine di lucro Disabili No Limits ha lo scopo di tutelare la salute dell’individuo disabile, come parte di una mission più grande che persegue l’obiettivo di condividerne i bisogni e di restituire al soggetto disabile una vita, il più possibile autonoma e gratificante.
 “Rendere la tecnologia accessibile all’utenza” vuol dire per la DISABILI NO LIMITS donare ausili a disabili economicamente indigenti o a disabili residenti in paesi in via di sviluppo… “ Con l’utilizzo della tecnologia il soggetto disabile può ridurre il gap funzionale rispetto al soggetto normodotato, ma soprattutto condurre una vita autonoma e gratificante. L’ausilio deve essere pensato in funzione del bisogno funzionale del disabile”.
 
Disabili No Limits sta facendo Fund raising presso istituzioni, banche, aziende e privati, in modo da aumentare il numero delle protesi fornite e cercare di avvicinare il numero delle richieste (4000 protesi).
 
Referente: Pres. Dott.sa Federica Bianchi

 

 

LA PROTESI CHE VIENE DONATA:

ASSD

 

 

  

 
  1. UNA CUFFIA DI SILICONE
  2. UNA LASTRA PORTANTE DI PE PER REALIZZARE L’INVASO
  3. UN ATTACCO A 3 ALETTE
  4. UN ATTACCO TUBOLARE
  5. UN TUBO IN ALLUMINIO
  6. UN ATTACCO TUBOLARE
  7. ATTACCO SACH
  8. UN PIEDE RIGIDO SACH

-     UN RIVEST GAMBA IN POLIURETANO

LA PROTESI e’ MODULARE, MA CON PIEDE RIGIDO (SACH)
VIENE SCELTO IL PIEDE SACH E NON UN PIEDE IN FIBRA DI CARBONIO PERCHE’ SI CERCA DI CONTENERE I COSTI IN MODO DA  RIMETTERNE  IN PIEDI IL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DI BAMBINI.

NEL CASO DI AMPUTAZIONI TRANSFEMORALI E’ PREVISTO UN GINOCCHIO BLOCCATO.

 

DISABILI NO LIMITS
Associazione senza fine di lucro con personalità giuridica
Viale Jenner 69, 20159 Milano
Tel: 0287380808 Fax:0287380809
www.disabilinolimits.org

PER DONARE:
IBAN IT61 A 03359 01600 100000001202
ABI:03359 CAB:01600 BANCA PROSSIMA SPA MILANO

VUOI CONTRIBUIRE TRAMITE IL TESSERAMENTO DI € 15?
Compila il modulo di iscrizione sul sito alla pagina http://www.disabilinolimits.org/Pagine/Associarsi.html

 

L’APPELLO di BONACINI DANIELE

 

Roadrunnerfoot è impegnata, insieme a Fondazione Rava e Disabili No Limits, nel tentativo di rimettere in piedi i bambini di Haiti.

Non sono solito fare appelli o disturbare le persone, ma essendo coinvolti i bambini forse questa è la prima e unica volta che mi sembra giusto farlo...

Abbiamo coinvolto tutti i migliori tecnici ortopedici e fisioterapisti d'Italia che si recheranno sul posto presso l'ospedale Damien a partire dal 22 febbraio al 30 marzo 2010 a turni di una settimana ciascuno. I primi che partiranno sono Marco di Ortopedia Variolo, Marco e Lucio di Ortopedia Panini, Tommy di Prodiesan e Andrea di Orthosan e speriamo ne seguiranno tanti altri…

Nella prima settimana verrà allestita una officina ortopedica completa: sono state inviate tutte le attrezzature necessarie quali forno per termoformare, vacuum, fresa, trapani, seghetti, ecc .

Io stesso partirò dal 28 febbraio al 7 marzo per dare una mano e verificare come procedono i lavori, capire le necessità e cercare di portare ai bambini un'idea di speranza da una persona che, come loro , porta una protesi.

Abbiamo inviato ieri, 18 febbraio 2010, le prime 30 protesi. Invieremo la prossima settimana altre 100 protesi che Roadrunnerfoot ha messo a disposizione di Fondazione Rava al costo di produzione.

Disabili No Limits sta cercando fondi e donazioni perchè inviare 130 protesi con 4000 amputati, di cui l'80% bambini, è a dir poco vergognoso…..

In funzione dei fondi che verranno trovati, da Fondazione Rava e Disabili No Limits, verranno inviate altre protesi e altri tecnici ortopedici, in nuove missioni, a partire dal 1 aprile.

Se ognuno desse il proprio piccolo contributo si potrebbe fare qualche cosa di buono, in un contesto di chiarezza e trasparenza.

Fondazione Rava, l'unica Fondazione che ha un ospedale funzionante ad Haiti, e Disabili No Limits, l'unica associazione in Italia che dona ausili per i disabili, vi mostreranno come vengono utilizzate le risorse economiche mese per mese, in tempo reale, dicendovi quante persone sono di nuovo su due gambe anche se, una di esse è di tipo artificiale...

Per aiutarci, visitate il sito www.disabilinolimits.org

Grazie e scusate il disturbo

Bonacini Daniele

 

 

 

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