Secondo il censimento dell'ISTAT del 2001 esistono in Italia 2.615.000 disabili, di cui
1.200.000 di tipo motorio. Secondo il Fioto, la Federazione italiana dei tecnici ortopedici, ogni anno ci
sono circa 10.000 nuovi amputati di arto inferiore di cui 1000 transtibiali e circa 4500 sono anziani.
Le principali ortopedie del distretto bolognese assistono circa 20.000 utenti l'anno con
nuove protesi. Le ortopedie che non appartengono al distretto bolognese assistono circa il 50% di soggetti,
perciò si arriva ad una cifra totale di 200.000 persone che corrisponde ai valori incrociati dai dati dell'
ISTAT, e quelli del Ministero della Salute e del FIOTO.
Come riportato in figura, l'80% dell'utenza sono gli anziani che subiscono l'amputazione in seguito a
problemi diabetici o vascolari, il 10 % sono adulti di mezza età spesso vittime di incidenti sul lavoro e il
10% residuo sono giovani vittime di incidenti stradali.
I traumi della colonna vertebrale con lesione midollare sono lesioni molto gravi, spesso mortali. Dei
pazienti che sopravvivono il 75% rimangono paraplegici, il 25% tretraplegici.
La para e la tetraplegia colpiscono soprattutto pazienti giovani al di sotto dei 30 anni: da una
statistica compilata dalla "Fondazione per la ricerca sulle lesioni del midollo spinale" con la
collaborazione dei più importanti centri di riabilitazione (europei e mondiali), risulta che il 40% sono
in età compresa tra i 20 e i 30 anni, il 35% giovanissimi con meno di 20 anni.
L'incidenza di para e tetraplegia è un dato piuttosto allarmante: il Ministero della Sanità valuta in
sessanta/settanta mila le persone colpite da mielolesione in Italia, la cui età media varia, per oltre
l'80%, in un range che va dai dieci ai quaranta anni.
L'epidemiologia e la letteratura scientifica affermano che ogni anno in Italia ci sono circa 1.200 nuovi
casi di lesione midollare; ciò significa che ogni giorno, solo nel nostro Paese, almeno tre persone
diventano para o tetraplegiche.
Questo dato è analogo a quello di altri paesi della Comunità Europea.
Da uno studio eseguito dal GISEM (Gruppo Italiano Studio Epidemiologico sulle Mielolesioni), formato da
operatori sanitari appartenenti a quarantotto strutture riabilitative che si occupano di mielolesione,
si possono estrapolare alcuni dati interessanti che fotografano il "problema" lesione midollare.
Le lesioni al midollo spinale di origine traumatica (65% del totale) derivano da:
Le lesioni non traumatiche (35% del totale) sono di origine:
Paraplegia
Si stimano in quasi 50 000 i paraplegici in Italia. I progressi nelle tecniche di terapia d'urgenza hanno
portato dal 60% al 4% la mortalità nei pazienti paraplegici, con un'aspettativa di vita ridotta del 10-15%
rispetto alla media della popolazione. A questi dati positivi corrispondono però grossi problemi
riabilitativi: ci si trova di fronte a una popolazione spesso giovane (età media: 29,7 anni) che perde
la possibilità di camminare in modo fisiologico, con ulteriori ripercussioni al livello fisico
(cardiocircolatorio, respiratorio...), psicologico e relazionale.
Tetraplegia
In Italia risultano circa 20 000 i tetraplegici, ossia coloro che hanno subito danni alla parte alta
del midollo spinale; l'età dei soggetti interessati da questa lesione è compresa in un intervallo tra i
venti e i quaranta anni.